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giovedì 24 maggio 2018

Photography and Design al Photofestival 2018 Milano

Maria Cristina de Zuccato (Owner di Noema Gallery) ha organizzato presso De Padova Store la mostra curata da Aldo Sardoni dal titolo Photography and Design in occasione del tredicesimo Photofestival di Milano.
Pezzani, Rizzi, Lanza, Cubeddu, Cotroneo,Guariso e Sardoni danno vita ad un dialogo con gli oggetti di design ospitati fra gli splendidi ambienti dello Store.

Alessandro Rizzi (sopra il divano)

De Padova Store | via Santa Cecilia 7 Milano
da luned' al sabato 10.00-19.00

mercoledì 18 aprile 2018

Cotroneo, Rizzi e Lanza in mostra da de Padova a Milano

Roberto Cotroneo, Alessandro Rizzi e Marco Lanza, tre dei fotografi rappresentati da Noema Gallery, in occasione del Salone del Mobile 2018 a Milano, sono in mostra nello show room de Padova in via Santa Cecilia 7 in occasione della grande manifestazione del Fuorisalone.
Genius Loci di Cotroneo, il Teatro di Rizzi e i Depositi di Lanza sono disposti fra gli splendidi arredi del noto marchio milanese e vi rimarranno anche dopo la settimana dal Mobile.
Cotroneo e Rizzi sono in mostra anche presso e presso Boffi-Solferino in via Solferino 11.

 

lunedì 10 luglio 2017

De Padova - Noema Gallery in Santa Cecilia

Noema Gallery photo exhibition in De Padova flag-store in Milan. Filmed by Antonio Bocola.

Maria Cristina de Zuccato con Noema Gallery è partner di De Padova, marchio storico di altissima gamma nell'interior design, che nei suoi magnifici show room espone fotografia contemporanea contribuendo a diffondere la cultura fotografica non solo a Milano ma in numerose altre parti del mondo.
Nello spazio di via Santa Cecilia a Milano, ma anche in Boffi in Solferino, è possibile vedere le fotografie di: Gianni Pezzani, Aldo Sardoni, Alessandro Rizzi, Marco Lanza, Matteo Guariso. 
Tutti rapppresentati da Noema Gallery. 
Le fotografie, a differenza di una mostra o un museo, sono realmente ambientate in spazi arredati, simulando la loro vera funzione una volta acquistate.
Anche in questo caso De Padova e Boffi - De Padova  si sono mostrati lungimiranti perchè il vero spazio delle fotografie è quasi sempre la casa e non il museo.
Una mostra permanente da non perdere per immergersi nel design e nella fotografia d'autore.
E' possibile vedere il filmato dell'inaugurazione realizzato da Antonio Bocola a questo link: https://vimeo.com/191308683







DE PADOVA STORE
VIA SANTA CECILIA 7 - 20122 MILANO

mercoledì 31 maggio 2017

Milano Photo Festival al De Padova Store

Il Milano Photo Festival 2017 è anche al De Padova Store di Milano dove Maria Cristina De Zuccato con Noema Gallery presenta la mostra fotografica  "Fotografia e Design" curata da Aldo Sardoni.
Negli spazi incredibilmente belli e raffinati di De Padova hanno trovato ospitalità:

Design e fotografia rappresentano forse il migliore connubbio fra due discipline importanti per l'immagine che l'Italia vuole dare fuori dai suoi confini nazionali.
In questo caso la lungimiranza di Boffi - De Padova ha permesso a Noema Gallery di potere proporre le fotografie d'autore in un ambiente arredato con mobili ed oggetti d'autore.
Il risultato è di incredibile bellezza che invitiamo tutti a visitare.

Milano Photo Festival  20 aprile 20 giugno 2017

De PADOVA STORE
AA.VV. Fotografia e Design | a cura di Aldo Sardoni

5 maggio/10 giugno
 

Inaugurazione/Inauguration 10 maggio h 17

DePadova Store
Via Santa Cecilia 7 – 02.777201
 

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 10-19

www.noemagallery.com
noema@noemagallery.com


Aldo Sardoni | Nihil - CSC 06




giovedì 10 novembre 2016

L'arte vuole tempo


L’arte vuole tempo 

La fotografia è arte oppure no?
David Bate afferma che è una “forma fondamentale dell’arte moderna” entrata e riconosciuta negli istituti d’arte a partire dalla fine degli anni Ottanta.
Ovviamente concordo, anzi direi che si sta velocemente affermando come una delle principali forme d’arte contemporanea sempre più riconosciuta come tale dalla gente comune.
Perché è questo che conta: avere un rapporto continuo con le persone che acquistano arte, non solo con i collezionisti che appartengono ad un mercato più alto e rarefatto, ma tutti coloro che si innamorano di un quadro o di una fotografia e cercano di possederla per poterne godere ogni giorno.
Per farla entrare nella loro vita quotidiana.
La pittura, ed oggi la fotografia, fatta salva la necessità interiore dell’autore, ha il  compito di arredare uno spazio costruito sia esso pubblico o privato.
Si pensi a quanto sarebbe spoglia la stazione centrale di Milano senza le immagini pubblicitarie di grande formato che la arredano.
Così in un mondo formato prevalentemente da fotografie, dobbiamo cercare di distinguere quali di queste possono essere considerate “artistiche” e quali no.
E’ evidente che l’invenzione dell’ elaborazione digitale ha reso, almeno apparentemente, l’approccio alla parte tecnica molto più diretto e gestibile rispetto ai tempi in cui si doveva sviluppare e poi stampare la pellicola.
La semplicità è solo illusoria perché dal punto di vista tecnico, se ci si vuole  davvero occupare di tutti gli aspetti dell’immagine, la complessità è assai maggiore di prima.
Ma questo non riguarda i sette miliardi di potenziali fotografi presenti sul nostro pianeta, perché per loro sarà sufficiente scattare e vedere immediatamente il risultato sullo schermo del telefono, del tablet o della reflex.
La difficoltà della fotografia a farsi riconoscere e considerare come arte dalla gran parte delle persone sta proprio nell’apparente facilità con cui è possibile realizzare un’immagine, a differenza di un dipinto ad olio o di una partitura musicale, magari del passato.
Il primo livello dell’arte è la difficoltà tecnica, la bravura dell’artista a costruire fisicamente l’opera.
Questo è il principale elemento di fascinazione ancora oggi, malgrado un elenco smisurato di artisti abbia cercato in tutti i modi di convincere lo spettatore che è l’idea quella che conta, il concetto che essa  porta con se e non la sua realizzazione; il primo incontro con un lavoro artistico rimane quello della difficoltà ad essere realizzato.
Anche dopo Duchamp e la sua provocazione del ready made che ormai ha superato i 100 anni e dopo  Sol Lewitt che teorizzava l’autonomia dell’idea dalla sua realizzazione fino a fare costruire le proprie istallazioni da altri attraverso istruzioni precedentemente scritte.
Per gli addetti ai lavori ( autori, critici e collezionisti )  il problema non esiste, ma per la maggioranza delle persone che si avvicinano all’arte il tema è ancora di grande attualità.
La maggioranza delle persone non sa ad esempio che Botero, Koons e tanti altri, non realizzano fisicamente le loro statue, perché per farlo ci vogliono officine specializzate.
Pensano alla magnificenza della Pietà di Michelangelo e della sua reale capacità di usare lo scalpello personalmente per plasmare il marmo.
Perché la Pietà l’ha pensata, disegnata e scolpita lo stesso autore e questo non è un elemento trascurabile, malgrado buona parte della storia dell’arte del secondo Novecento tenti di affermare il contrario.
Non mi considero un conservatore, utilizzo tutta la tecnologia che il XXI° secolo mette a disposizione per realizzare i miei lavori e per vivere, ma credo che un passo indietro verso il ritorno al saper fare, farebbe un gran bene a tutte le forme d’arte.
E per fare questo, ci vuole tempo.
Tornando alla domanda iniziale,sono d’accordo con Carlo Fontana quando dice che la fotografia (quella d’autore) la fa la testa e non la macchina fotografica; però se tutto il processo venisse interamente realizzato dall’autore ed in qualche modo certificato, penso che darebbe un valore aggiunto all’opera.
Molti autori questo ormai lo fanno da tempo e cercano di trasmetterlo ai potenziali fruitori perché sanno bene che la parte tecnica è comunque importante, assieme all’unicità dell’opera.
L’unicità dell’opera è l’altro punto debole verso il riconoscimento globale della fotografia come arte.
Sull’unicità oltre al citatissimo Benjamin, c’è una letteratura sterminata a cui chiunque può attingere per ragionare sul tema; a me preme sottolineare che in realtà non esiste una stampa uguale all’altra se non fatta nello stesso giorno, dalla stessa stampante con la stessa confezione di carta, perché basta cambiare solo la confezione (non la marca) perchè il risultato sia differente.
Quindi, oltre al necessario limite imposto da ogni autore, le stampe sono comunque tutte uniche.
Ma allora come si fa a capire se una fotografia è degna di essere chiamata “artistica” oppure no?
Ovviamente non c’è una risposta univoca.
La risposta che si è data Maria Cristina de Zuccato quando ha fondato la galleria Noema Gallery assieme a me, è stata quella di cercare fotografie in cui si riesca a leggere il tempo.
Il tempo inteso come luogo metafisico necessario per capire, ragionare, pensare.
L’arte, come l’essere umano, ha bisogno di un’estensione temporale ampia per potersi manifestare ed essere compresa e la nostra indagine si è orientata alla ricerca della lentezza, in opposizione alla contemporaneità che fugge dal lento e consuma tutto velocemente. 
L’elogio della lentezza, oltre ad essere un titolo molto amato in letteratura, è l’auspicio che faccio all’arte fotografica;  benché possa sembrare un ossimoro per un mezzo che si esprime in millesimi di secondo, in realtà la creazione dell’immagine nel pensiero del suo autore ha una formazione quasi carsica.
Ecco già questo potrebbe essere un metodo per cominciare a distinguere fra una fotografia con aspirazioni artistiche ed una fatta tanto per fare; con la raccomandazione che lento non significa andare in giro con pesantissimi cavalletti di legno sulle spalle e con macchine fotografiche dalle dimensioni gigantesche.
Quella forma di lentezza la associo alla preistoria, al desiderio anacronistico di una forma pedissequa di ritorno al passato,  certamente poco utile alla costruzione della contemporaneità.
Per noi la lentezza è legata alla costruzione del progetto, al tempo necessario per pensarlo ed elaborarlo, non al tempo che ci vuole per salire su un sentiero con venti chili sulle spalle ed uno straccio nero in testa come si faceva nei secoli scorsi.

I lavori selezionati da Noema Gallery sono in parte visibili a Milano in una mostra che sarà presente fino a marzo 2017 negli splendidi spazi di DePadova in via Santa Cecilia 7.

In quel luogo si è cercato di unire l’idea di arredamento, lentezza e piacere nel circondarsi di oggetti che possano contribuire a farci vivere meglio.
Ecco perché l’arte vuole tempo.

© 2016 Aldo Sardoni | Milano 
Riproduzione riservata




mercoledì 2 novembre 2016

Vernissage DePadova Milano

Il 27 ottobre si è inaugurata la mostra di tre nostri autori presso DePadova Store a Milano.
Noema Gallery è particolarmente orgogliosa di essere fra i partner del prestigioso marchio milanese.
Gli autori in mostra sono:

La mostra è visitabile fino a marzo 2017 presso DePadova Store via Santa Cecilia 7 20122 Milano  T. +39 02777201  www.depadova.com  






 
 





 


 

venerdì 22 luglio 2016

L'Arte vuole tempo

L'Arte vuole tempo, questo lo sa bene il management di Boffi - DePadova a Milano, che ha raggiunto un accordo a medio termine con la galleria di fotografia contemporanea Noema Gallery per mostrare, con il tempo e la calma necessari, alcuni autori selezionati fra quelli rappresentati dalla galleria.
Così in via Santa Cecilia al numero 7, è possibile guardare ed osservare  una selezione dei lavori fotografici di Marco Lanza, Alessandro Rizzi e Aldo Sardoni.
Fotografie di grande formato esposte in uno showroom di grande prestigio internazionale. 
Le fotografie, dotate di certificato di autenticità che ne attesta provenienza e numerazione, possono anche essere acquistate direttamente presso lo showroom.


Ingresso libero |
in mostra da luglio 2016 a marzo 2017
Showroom  DePadova via Santa Cecilia 7 | 20122 Milano
Lunedì 10-18
Dal martedì al sabato 10-19
Domenica chiuso
T. +39 02777201  DePadova
T. +39 3355200775 mc@noemagallery.com | Maria Cristina de Zuccato |





L'Arte vuole tempo

L'Arte vuole tempo, questo lo sa bene il management di Boffi - DePadova a Milano, che ha raggiunto un accordo a medio termine con la galleria di fotografia contemporanea Noema Gallery per mostrare, con il tempo e la calma necessari, alcuni autori selezionati fra quelli rappresentati dalla galleria.
Così in via Santa Cecilia al numero 7, è possibile guardare ed osservare  una selezione dei lavori fotografici di Marco Lanza, Alessandro Rizzi e Aldo Sardoni.
Fotografie di grande formato esposte in uno showroom di grande prestigio internazionale. 
Le fotografie, dotate di certificato di autenticità che ne attesta provenienza e numerazione, possono anche essere acquistate direttamente presso lo showroom.


Ingresso libero |
in mostra da luglio 2016 a marzo 2017
Showroom  DePadova via Santa Cecilia 7 | 20122 Milano
- martedì/sabato 10.00 - 21.00
- domenica 10.00 - 18.00
- lunedì chiuso 

T. +39 02777201  DePadova
T. +39 3355200775 mc@noemagallery.com | Maria Cristina de Zuccato |