Visualizzazione post con etichetta Maria Cristina de Zuccato. Mostra tutti i post
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giovedì 24 maggio 2018

Beat Kuert "Antologica" da Noema Gallery

Maria Cristina de Zuccato apre le porte della sua galleria per ospitare e presentare il nuovo fotografo del gruppo Noema Gallery:  Beat Kuert regista ed artista multimediale svizzero.
Negli spazi della galleria in via Solferino angolo Castelfidardo a Milano dal 19 al 30 giugno sarà presentato un estratto della vasta produzione di Kuert.
E' un'occasione importante per conoscere un autore che non insegue le mode per compiacere e compiacersi, ma ci porta in un mondo reale e completamente diverso da quello che siamo passivamente ormai abituati a vedere nella gran parte delle fotografie che vanno in mostra.
Un viaggio in luoghi sconosciuti benchè chiusi dentro ognuno di noi.
La mostra fa parte del tredicesimo Photofestival di Milano ed è curata da Aldo Sardoni.
 
Drago Sovrappostr

Noema Gallery | via Solferino 40 ang. Castelfidardo  20121 Milano
dal lunedì al sabato 15.30 - 20.00  mattina su appuntamento 335.5200775

Inaugurazione 19 giugno ore 18.30 



 

Photography and Design al Photofestival 2018 Milano

Maria Cristina de Zuccato (Owner di Noema Gallery) ha organizzato presso De Padova Store la mostra curata da Aldo Sardoni dal titolo Photography and Design in occasione del tredicesimo Photofestival di Milano.
Pezzani, Rizzi, Lanza, Cubeddu, Cotroneo,Guariso e Sardoni danno vita ad un dialogo con gli oggetti di design ospitati fra gli splendidi ambienti dello Store.

Alessandro Rizzi (sopra il divano)

De Padova Store | via Santa Cecilia 7 Milano
da luned' al sabato 10.00-19.00

martedì 17 aprile 2018

Aldo Sardoni in mostra al Fuori Salone di Milano 2018

Aldo Sardoni, uno dei fotografi rappresentati da Noema Gallery, in occasione del Salone del Mobile 2018 a Milano, è in mostra in due location diverse all'interno della grande manifestazione del Fuorisalone a Brera.
Le sue fotografie della serie Gold e Nihil sono visibili presso lo spazio Temporary in Solferino in via Solferino angolo Castelfidardo e presso Boffi-Solferino in via Solferino 11.
Milano Design Week 17-22 aprile 2018.


Nihil CSC 18

venerdì 21 luglio 2017

Abre en el Kursaal "Donostianartean", la feria de arte nocturno


Si è aperta a San Sebastian la fiera "Donostianartean".
Noema Gallery è presente con un allestimento di grande eleganza con le fotografie di Roberto Cifarelli e Roberto Polillo.
Di seguito pubblichiamo il link del video in cui si racconta dell'evento con interviste ai galleristi fra cui Maria Cristina de Zuccato (Gallery Owner Noema Gallery).

Alcune immagini della mostra.







                                   Roberto Polillo e Roberto Cifarelli

Roberto Polillo e Roberto Cifarelli




lunedì 10 luglio 2017

De Padova - Noema Gallery in Santa Cecilia

Noema Gallery photo exhibition in De Padova flag-store in Milan. Filmed by Antonio Bocola.

Maria Cristina de Zuccato con Noema Gallery è partner di De Padova, marchio storico di altissima gamma nell'interior design, che nei suoi magnifici show room espone fotografia contemporanea contribuendo a diffondere la cultura fotografica non solo a Milano ma in numerose altre parti del mondo.
Nello spazio di via Santa Cecilia a Milano, ma anche in Boffi in Solferino, è possibile vedere le fotografie di: Gianni Pezzani, Aldo Sardoni, Alessandro Rizzi, Marco Lanza, Matteo Guariso. 
Tutti rapppresentati da Noema Gallery. 
Le fotografie, a differenza di una mostra o un museo, sono realmente ambientate in spazi arredati, simulando la loro vera funzione una volta acquistate.
Anche in questo caso De Padova e Boffi - De Padova  si sono mostrati lungimiranti perchè il vero spazio delle fotografie è quasi sempre la casa e non il museo.
Una mostra permanente da non perdere per immergersi nel design e nella fotografia d'autore.
E' possibile vedere il filmato dell'inaugurazione realizzato da Antonio Bocola a questo link: https://vimeo.com/191308683







DE PADOVA STORE
VIA SANTA CECILIA 7 - 20122 MILANO

domenica 9 luglio 2017

Noema Gallery presenta Roberto Cotroneo a Fiume Veneto

Noema Gallery presenta il progetto "Genius Loci" di Roberto Cotroneo a Fiume Veneto (Pordenone) presso lo spazio Euroom Spazio Arte.

"Genius Loci" è il nuovo progetto fotografico di Roberto Cotroneo curato da Aldo Sardoni.

Il progetto ha visto il debutto fotografico dello scrittore, poeta, giornalista e fotografo Roberto Cotroneo, a marzo al MIA 2017 per poi continuare alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma fino a giugno e al Castello di Otranto fino ad ottobre.

Noema Gallery, in partnership con lo spazio di Euro e Daria Rotelli, ha organizzato un incontro con l'autore che dialogherà con la giornalista Alessandra Santin.

Un ringraziamento particolare va a Maria Cristina de Zuccato (owner di Noema Gallery) e a Daria Rotelli, per avere organizzato un incontro così interessante per la cultura fotografica italiana.

L'incontro e la mostra sono aperti gratuitamente a tutti coloro che amano la fotografia d'autore.

 Genius Loci | Roberto Cotroneo | Contrasto Editore

Dal 13 al 29 luglio 2017 su appuntamento

EUROOM
viale della Repubblica 63
33080 Fiume Veneto PN
Italia
tel. 0039 0434 561978
mobile. 0039 339 7824774

 

mercoledì 31 maggio 2017

Milano Photo Week 2017 | 1° edizione

Dal 5 all’11 giugno 2017, Milano rende omaggio alla fotografia con la prima edizione della Milano PhotoWeek. Una settimana di mostre, incontri, visite guidate, laboratori, progetti editoriali, opening o finissage, proiezioni urbane dedicati alla fotografia.

Maria Cristina de Zuccato con Noema Gallery contribuisce con una selezione della Milano di Notte di Gianni Pezzani.

L'intento è quello di fare uscire la fotografia d'autore dai musei e dalle gallerie per farla incontrare a quante più persone possibile, contribuendo in questo modo alla formazione di un gusto estetico sicuramente raffinato ed appagante.


Gelateria Toldo 
via Ponte Vetero 9 
Mostra aperta dal 15 maggio al 15 luglio 
Orari: 8:00 – 20:00

Ingresso libero

 

Milano Photo Festival al De Padova Store

Il Milano Photo Festival 2017 è anche al De Padova Store di Milano dove Maria Cristina De Zuccato con Noema Gallery presenta la mostra fotografica  "Fotografia e Design" curata da Aldo Sardoni.
Negli spazi incredibilmente belli e raffinati di De Padova hanno trovato ospitalità:

Design e fotografia rappresentano forse il migliore connubbio fra due discipline importanti per l'immagine che l'Italia vuole dare fuori dai suoi confini nazionali.
In questo caso la lungimiranza di Boffi - De Padova ha permesso a Noema Gallery di potere proporre le fotografie d'autore in un ambiente arredato con mobili ed oggetti d'autore.
Il risultato è di incredibile bellezza che invitiamo tutti a visitare.

Milano Photo Festival  20 aprile 20 giugno 2017

De PADOVA STORE
AA.VV. Fotografia e Design | a cura di Aldo Sardoni

5 maggio/10 giugno
 

Inaugurazione/Inauguration 10 maggio h 17

DePadova Store
Via Santa Cecilia 7 – 02.777201
 

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 10-19

www.noemagallery.com
noema@noemagallery.com


Aldo Sardoni | Nihil - CSC 06




Roberto Cotroneo al Milano Photo Festival 2017

Milano Photo Festival quest'anno è alla sua edizione numero 17 dal 20 aprile al 20 giugno 2017.
Guidato dalla direzione artistica di Roberto Mutti propone una ricca selezione di mostre in spazi molto diversi ma connessi fra loro dalla fotografia d'autore.
Così si può girare per la città e passare da un negozio di arredamento ad un concept store ad un palazzo storico e potere godere di mostre totalmente libere da ticket all'interno delle quali ci si può imbattere anche in grandi fotografi magari inaspettati in quel luogo.
Una concezione di grande interesse ed intelligenza che Roberto Mutti, assieme al Comitato organizzatore, perseguono da anni contribuendo attivamente alla divulgazione della fotografia contemporanea d'autore.
All'interno del Festival, Maria Cristina de Zuccato con Noema Gallery ha allestito presso il Concept Store San Pietro Cafè la mostra di uno dei suoi autori: Roberto Cotroneo con il progetto Genius Loci curato da Aldo Sardoni.
Location e progetto si fondono uno nell'altro in una mostra godibilissima sia per l'allestimento che per il progetto.

SAN PIETRO CAFÉ
Roberto Cotroneo, Genius Loci  | a cura di Aldo Sardoni 

10 maggio/15 giugno

Inaugurazione/Inauguration 11 maggio h 18


San Pietro Cafè
Via Spallanzani 5/C.so Buenos Aires 6 – 02.78622210


lunedì-domenica/from Monday  to Sunday 7-23


www.noemagallery.com
noema@noemagallery.com





martedì 4 aprile 2017

Lo sguardo intimo che denuda la realtà: l’universo fotografico di Noema Gallery.


Intervista a MARIA CRISTINA de ZUCCATO co-fondatrice e gallery manager di NOEMA Gallery, Milano.




Cogliere l’essenza in cui ogni elemento si fonde perfettamente l’uno nell’altro: questo è il Sacro Graal di ogni fotografo e gli artisti di Noema Gallery lo sanno bene.

Situata nel cuore di Milano, in pochi anni la galleria fondata da Maria Cristina de Zuccato e Aldo Sardoni ha conquistato gli amanti della fotografia grazie ad un’accurata selezione di eccellenze artistiche europee.

Fotografie d’autore da ammirare e acquistare, dunque, ma anche innovazione imprenditoriale grazie all’introduzione della formula “Art Rent” che offre la possibilità anche di noleggiare le opere esposte.

Abbiamo chiesto a Maria Cristina de Zuccato, co-fondatrice di Noema Gallery, di raccontarci la sua esperienza.

Imprenditrice e Fotografia come si conciliano?

Molto bene perché la fotografia è sempre stata la mia passione. Una passione amatoriale, perché nella vita ho fatto tutt’altro: ho intrapreso una carriera manageriale con grande entusiasmo poi, con l’arrivo dei miei quattro figli, la mia professione ha lasciato il posto al ruolo di madre.

Un giorno incontrai un amico, architetto e fotografo, che mi espose la sua opinione riguardo la mia personalità, assai idonea al ruolo di gallerista. E così, prima per gioco e poi seriamente, abbiamo creato una galleria d’arte dedita alla fotografia.

Ci piaceva l’idea di diffondere questa forma d’arte con una chiave inusuale: volevamo essere la prima galleria che non solo vendeva ma permetteva l’affitto di opere fotografiche.

La formula “Art Rent”, molto diffusa all’estero, non rende ancora molto in Italia ma mi ha aiutata a creare un concept di galleria un po’ diverso dagli altri che mi ha permesso di introdurmi in contesti un po’ meno ovvi del solito.

Più artisti fotografi italiani o stranieri?

Collaboriamo soprattutto con artisti italiani ed europei perché riteniamo abbiano una sensibilità diversa. Chi nasce e vive in Europa è circondato dall’ 80% del patrimonio artistico mondiale e probabilmente questo incide nel trovare uno sguardo diverso rispetto agli artisti provenienti da altre realtà.

A noi piace quel tipo di sensibilità, questa è la caratteristica ci distingue.


Avete un’esclusiva con loro?

No, quando si crea un rapporto di fiducia è l’autore stesso che si affeziona ed è lodevole notare come tutti gli artisti che hanno iniziato a collaborare con noi siano rimasti.

Adesso rappresentiamo quattordici fotografi e siamo in crescita perché il messaggio che trasmettiamo piace molto. Chi vede le nostre fotografie capisce che c’è un percorso omogeneo e che selezioniamo con cura i nostri artisti.

Molto spesso, infatti, ci capita di rifiutare autori.


La vendibilità è quanto tu “senti” l’artista?

Ci deve essere un filo conduttore che intercorre in questo lavoro di team.

Una particolarità di un artista che ti ha colpito…

Le scelte artistiche vengono effettuate dal Direttore Artistico, perché necessitano di una profonda cultura e preparazione del settore, mentre io curo l’aspetto imprenditoriale.

Quello che cattura il nostro interesse nella scelta artistica è la progettualità.

Noi non avremo mai autori con scatti rubati o di reportage.

I nostri autori creano progetti e realizzano opere attraverso il set fotografico. Lo scatto viene studiato, sentito e allestito avendo una particolare cognizione dei tempi necessari. Questa riscoperta del tempo è un lusso in un periodo storico come il nostro dominato da un flusso inarrestabile di immagini. 

“Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate”, così descrisse il suo approccio artistico la celebre fotografa Diane Arbus.

E se anche voi siete alla ricerca di quella dimensione, Noema Gallery non vi deluderà.





giovedì 10 novembre 2016

L'arte vuole tempo


L’arte vuole tempo 

La fotografia è arte oppure no?
David Bate afferma che è una “forma fondamentale dell’arte moderna” entrata e riconosciuta negli istituti d’arte a partire dalla fine degli anni Ottanta.
Ovviamente concordo, anzi direi che si sta velocemente affermando come una delle principali forme d’arte contemporanea sempre più riconosciuta come tale dalla gente comune.
Perché è questo che conta: avere un rapporto continuo con le persone che acquistano arte, non solo con i collezionisti che appartengono ad un mercato più alto e rarefatto, ma tutti coloro che si innamorano di un quadro o di una fotografia e cercano di possederla per poterne godere ogni giorno.
Per farla entrare nella loro vita quotidiana.
La pittura, ed oggi la fotografia, fatta salva la necessità interiore dell’autore, ha il  compito di arredare uno spazio costruito sia esso pubblico o privato.
Si pensi a quanto sarebbe spoglia la stazione centrale di Milano senza le immagini pubblicitarie di grande formato che la arredano.
Così in un mondo formato prevalentemente da fotografie, dobbiamo cercare di distinguere quali di queste possono essere considerate “artistiche” e quali no.
E’ evidente che l’invenzione dell’ elaborazione digitale ha reso, almeno apparentemente, l’approccio alla parte tecnica molto più diretto e gestibile rispetto ai tempi in cui si doveva sviluppare e poi stampare la pellicola.
La semplicità è solo illusoria perché dal punto di vista tecnico, se ci si vuole  davvero occupare di tutti gli aspetti dell’immagine, la complessità è assai maggiore di prima.
Ma questo non riguarda i sette miliardi di potenziali fotografi presenti sul nostro pianeta, perché per loro sarà sufficiente scattare e vedere immediatamente il risultato sullo schermo del telefono, del tablet o della reflex.
La difficoltà della fotografia a farsi riconoscere e considerare come arte dalla gran parte delle persone sta proprio nell’apparente facilità con cui è possibile realizzare un’immagine, a differenza di un dipinto ad olio o di una partitura musicale, magari del passato.
Il primo livello dell’arte è la difficoltà tecnica, la bravura dell’artista a costruire fisicamente l’opera.
Questo è il principale elemento di fascinazione ancora oggi, malgrado un elenco smisurato di artisti abbia cercato in tutti i modi di convincere lo spettatore che è l’idea quella che conta, il concetto che essa  porta con se e non la sua realizzazione; il primo incontro con un lavoro artistico rimane quello della difficoltà ad essere realizzato.
Anche dopo Duchamp e la sua provocazione del ready made che ormai ha superato i 100 anni e dopo  Sol Lewitt che teorizzava l’autonomia dell’idea dalla sua realizzazione fino a fare costruire le proprie istallazioni da altri attraverso istruzioni precedentemente scritte.
Per gli addetti ai lavori ( autori, critici e collezionisti )  il problema non esiste, ma per la maggioranza delle persone che si avvicinano all’arte il tema è ancora di grande attualità.
La maggioranza delle persone non sa ad esempio che Botero, Koons e tanti altri, non realizzano fisicamente le loro statue, perché per farlo ci vogliono officine specializzate.
Pensano alla magnificenza della Pietà di Michelangelo e della sua reale capacità di usare lo scalpello personalmente per plasmare il marmo.
Perché la Pietà l’ha pensata, disegnata e scolpita lo stesso autore e questo non è un elemento trascurabile, malgrado buona parte della storia dell’arte del secondo Novecento tenti di affermare il contrario.
Non mi considero un conservatore, utilizzo tutta la tecnologia che il XXI° secolo mette a disposizione per realizzare i miei lavori e per vivere, ma credo che un passo indietro verso il ritorno al saper fare, farebbe un gran bene a tutte le forme d’arte.
E per fare questo, ci vuole tempo.
Tornando alla domanda iniziale,sono d’accordo con Carlo Fontana quando dice che la fotografia (quella d’autore) la fa la testa e non la macchina fotografica; però se tutto il processo venisse interamente realizzato dall’autore ed in qualche modo certificato, penso che darebbe un valore aggiunto all’opera.
Molti autori questo ormai lo fanno da tempo e cercano di trasmetterlo ai potenziali fruitori perché sanno bene che la parte tecnica è comunque importante, assieme all’unicità dell’opera.
L’unicità dell’opera è l’altro punto debole verso il riconoscimento globale della fotografia come arte.
Sull’unicità oltre al citatissimo Benjamin, c’è una letteratura sterminata a cui chiunque può attingere per ragionare sul tema; a me preme sottolineare che in realtà non esiste una stampa uguale all’altra se non fatta nello stesso giorno, dalla stessa stampante con la stessa confezione di carta, perché basta cambiare solo la confezione (non la marca) perchè il risultato sia differente.
Quindi, oltre al necessario limite imposto da ogni autore, le stampe sono comunque tutte uniche.
Ma allora come si fa a capire se una fotografia è degna di essere chiamata “artistica” oppure no?
Ovviamente non c’è una risposta univoca.
La risposta che si è data Maria Cristina de Zuccato quando ha fondato la galleria Noema Gallery assieme a me, è stata quella di cercare fotografie in cui si riesca a leggere il tempo.
Il tempo inteso come luogo metafisico necessario per capire, ragionare, pensare.
L’arte, come l’essere umano, ha bisogno di un’estensione temporale ampia per potersi manifestare ed essere compresa e la nostra indagine si è orientata alla ricerca della lentezza, in opposizione alla contemporaneità che fugge dal lento e consuma tutto velocemente. 
L’elogio della lentezza, oltre ad essere un titolo molto amato in letteratura, è l’auspicio che faccio all’arte fotografica;  benché possa sembrare un ossimoro per un mezzo che si esprime in millesimi di secondo, in realtà la creazione dell’immagine nel pensiero del suo autore ha una formazione quasi carsica.
Ecco già questo potrebbe essere un metodo per cominciare a distinguere fra una fotografia con aspirazioni artistiche ed una fatta tanto per fare; con la raccomandazione che lento non significa andare in giro con pesantissimi cavalletti di legno sulle spalle e con macchine fotografiche dalle dimensioni gigantesche.
Quella forma di lentezza la associo alla preistoria, al desiderio anacronistico di una forma pedissequa di ritorno al passato,  certamente poco utile alla costruzione della contemporaneità.
Per noi la lentezza è legata alla costruzione del progetto, al tempo necessario per pensarlo ed elaborarlo, non al tempo che ci vuole per salire su un sentiero con venti chili sulle spalle ed uno straccio nero in testa come si faceva nei secoli scorsi.

I lavori selezionati da Noema Gallery sono in parte visibili a Milano in una mostra che sarà presente fino a marzo 2017 negli splendidi spazi di DePadova in via Santa Cecilia 7.

In quel luogo si è cercato di unire l’idea di arredamento, lentezza e piacere nel circondarsi di oggetti che possano contribuire a farci vivere meglio.
Ecco perché l’arte vuole tempo.

© 2016 Aldo Sardoni | Milano 
Riproduzione riservata




mercoledì 2 novembre 2016

Vernissage DePadova Milano

Il 27 ottobre si è inaugurata la mostra di tre nostri autori presso DePadova Store a Milano.
Noema Gallery è particolarmente orgogliosa di essere fra i partner del prestigioso marchio milanese.
Gli autori in mostra sono:

La mostra è visitabile fino a marzo 2017 presso DePadova Store via Santa Cecilia 7 20122 Milano  T. +39 02777201  www.depadova.com  






 
 





 


 

venerdì 21 marzo 2014

             

Intervista – Adesso tutti possiamo avere scatti d’autore nel nostro salotto.

marzo 21, 2014 Mariapia Bruno
 


Maria Cristina de Zuccato e Aldo Sardoni sono i fondatori di Noema Gallery, una nuova realtà di spunto internazionale che apre le porte ad un interessante modello di business: quello di rendere fruibile la fotografia a quante più persone possibile non solo con la vendita delle opere, ma anche con il noleggio. I dettagli del progetto, che è appena stato presentato a Milano insieme alla mostra Feed your eyes nella loro sede di Via Solferino, li raccontano a Tempi i due intraprendenti padroni di casa.


Casa ha ispirato l’idea di Noema Gallery?
L’idea è in uso già da tempo a New York e Londra così abbiamo pensato che fosse arrivato il momento per proporla nella città più internazionale d’Italia in considerazione anche del fatto che Milano aumenterà la sua visibilità con l’Expo 2015 (1 maggio – 31 ottobre). L’intento è quello di avviare questo nuovo modo di “consumare” arte in una città sempre attenta alle novità per poi estendere questa visione all’intero territorio nazionale.
Se l’arte diventa prestabile non c’e rischio che la si consideri di poco valore?
L’arte è già “prestabile”, tutti i musei del mondo si prestano le collezioni che possiedono con l’intento di fare circolare il sapere ed il piacere di potere vedere delle opere altrimenti difficili da raggiungere. Nel nostro caso l’idea è quella di allargare la fruizione dell’opera fotografica ad un pubblico quanto più vasto possibile, annullando o comunque contenendo la distanza fisica e psicologica che in genere si crea fra la galleria ed il possibile acquirente. Con noi è possibile avere un certo numero di fotografie (incorniciate ed assicurate) nella propria casa o nel proprio studio professionale per un anno, viverci insieme, stabilire un contatto ed un piacere nell’incontro quotidiano e poi restituirle, oppure cambiarle oppure acquistarne anche una sola  (con la deduzione  della relativa quota di affitto pagata).
A  che tipo di privato e a che tipo di azienda potrebbe interessare un’iniziativa del genere?
A chiunque abbia desiderio d’incontrare ogni giorno delle immagini che lo emozionano o che gli danno piacere, che con esse ritenga di aumentare il prestigio del suo spazio, o che voglia prendere spunto per creare eventi, invitare clienti: quindi ad esempio Studi Professionali, Alberghi, Business Center, etc.
Avete appena inaugurato uno spazio temporary in via Solferino. Quale sarà la programmazione?
Saremo presenti intanto al Festival di Reggio Emilia, poi stiamo programmando la creazione di un contest internazionale e successivamente una borsa di studio per giovani fotografi e 4 mostre per il 2015.
Vi occuperete solo di fotografia?
Solo di fotografia contemporanea d’autore. Il nostro obiettivo è renderla fruibile a quante più persone possibili: il noleggio delle opere diventa un modo per espandere in maniera esponenziale la superficie espositiva di una galleria che non è più uno spazio fisico statico, ma che aumenta e si rinnova in ogni installazione presso i propri clienti.
Pensate di crescere in questo modo dei nuovi collezionisti?
Speriamo di crescere e di aiutare a crescere nuovi collezionisti. Il noleggio è anche un modo per affezionarsi ad un’opera con il tempo e valutarne con calma la possibilità di acquisto e le sue caratteristiche di “investimento”( anche se molto accessibile), con l’intento che la fotografia venga sempre meno considerata come un’arte inferiore alle altre.

venerdì 14 marzo 2014